Cari giornalisti di Presa Diretta, capita anche a noi sardi di guardare i canali televisivi italiani, in particolare quando sappiamo che si parlerà di noi e della nostra terra.
Dobbiamo rilevare che anche la vostra trasmissione, che si presenta vestita di informazione seria e di scientificità, quando parla dei sardi e della Sardegna usa la stessa impostazione safaristica, terzomondista e decisamente coloniale che siamo usi ascoltare dalle sponde italiche.
Forse manca un po’ di lettura lombrosiana della genia sarda e di soluzione gassosa ricciardettiana per liberare la Sardegna dai sardi e renderla disponibile per le magnifiche sorti energetiche della luminosa Italia.
Ve ne lamentate ma i sardi in Sardegna ci sono.
Si ci sono e la abitano da sempre perché questa è la terra del Popolo Sardo, della Natzione Sarda che, come non ci sono riusciti i vostri predecessori che hanno sottomesso la nostra gente, neanche la vostra costituzione e la vostra occupazione riuscirà a cancellare.
Anche voi come gli altri siete temporanei in questa terra, solo noi siamo eterni.
Il problema sta proprio qui, la responsabilità delle scelte sulla terra sarda non spetta ai temporanei ma a coloro che ci sono da sempre e che per sempre rimarranno, ai sardi e solo a loro.
Vi stupirete ma noi sardi siamo ancora più sensibili di voi sulla questione transizione energetica vera.
Senza nessuna indecisione ci vogliamo liberare delle centrali elettriche che ci avvelenano con la CO2, della dipendenza dal petrolio e dal gas altrui e generare energia dal nostro petrolio quello che non lascia CO2 e che noi possediamo in abbondanza, sole, vento e acqua.
Vi stupirete perché questo tipo di consapevolezza e senso di responsabilità è fuori dai vostri cliché di indigeni danzanti per i turisti, di raccontatori di improbabili accabadore, di banditi romantici sequestratori e di rozzoni che si accoppiano con le pecore.
Si, è la consapevolezza e il senso di responsabilità che ci porta a rifiutare decisamente questo ulteriore tentativo di rapina e furto coloniale che si vuole fare in Sardegna, camuffandolo di Transizione Energetica.
Quella che voi camuffate come Transizione Energetica falsa è una servitù che si aggiunge a quelle pesanti già imposte e che ancora più delle altre causa danni irrimediabili alla nostra terra e al nostro futuro.
La servitù di rapina energetica fa danni perenni a beni fondanti dell’immaginario collettivo mondiale sulla Sardegna sul quale si basa la risorsa turistica e la qualità e unicità dei nostri prodotti, fa danni intollerabili al paesaggio, al territorio, ai beni identitari, ci umilia e ci ruba risorse che proprio la necessità di transizione energetica ha reso di valore inestimabile.
Le 210 mila firme e la mobilitazione permanente del popolo sardo contro l’installazione di macchine per la rapina energetica e di cavi per esportarne il bottino sono segno di consapevolezza e responsabilità non di zoticoneria, arretratezza, non è resistenza alla civiltà ma resistenza all’inciviltà della rapina coloniale e a chi decide per i sardi e decide di usare la Sardegna come propria ciabata alla quale connettersi a piacimento per soddisfare le proprie necessità energetiche.
Siamo diversi, cari giornalisti di Presa Diretta, abbiamo un rapporto particolare con la nostra terra, prendetene atto, siamo diversi da chi non ha saputo instaurare un giusto rapporto con la propria terra.
Si, perché per noi sardi la nostra terra non è territorio, da consumare, ma fa parte del nostro essere, del nostro esistere, la terra è noi e noi siamo la terra, non ci capirete mai.
Capirete invece ciò che il popolo sardo vi sta dicendo, nelle piazze, nelle mobilitazioni, nelle proposte di leggi popolari e anche, pur se timidamente emesse per la forte pressione popolare, nelle leggi della Regione Sardegna.
Lo capirete perché siamo determinati, è un chiaro NO al vostro leviatano energetico e al vostro voler decidere sul nostro territorio, sulle nostre risorse e sulla nostra gente.
I Sardi, avendone le capacità e le risorse, vogliono darsi da soli un Piano Energetico Sardo, basato unicamente sulle proprie risorse, moderno, a zero Co2, a zero fossili, a zero nucleare, free e smart, interconnesso e pronto all’interscambio energetico paritario con l’intera Europa e oltre.
Soberania Energetica Sarda – Sovranità Energetica Sarda.