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REFERENDUM GIUSTIZIA 2026 – PER IL POPLO SARDO E’ L’OCASIONE PER NON RICONOSCERE LA GIUSTIZIA ITALIANA.

Perché il non voto

È un inganno in quanto sono due SI.

Il No e il SI sono due SI all’accettazione dell’apparato giudiziario di sudditanza imposto dallo stato italiano ai sardi obbligati ad essere italiani dalla costituzione italiana con l’art. 5) La Repubblica, una e indivisibile …. . In Ogni caso infatti sia che si opti per il sistema giudiziario in vigore o per quello riformato, si riconosce la potestà del sistema giudiziario sul popolo sardo attualmente tenuto in sudditanza dallo stato italiano.

La volontà dei sardi di liberarsi dalla sudditanza e chiedere l’indipendenza e la sovranità dei sardi sulla propria gente e la propria terra è e rimarrebbe un reato che l’apparato giudiziario non solo sottoporrebbe a pene severissime ma lo declasserebbe da reazione all’invasore a atti di banditismo e brigantaggio.

Il referendum giustizia del 22/03/2026, non è un appuntamento elettorale, non si ha il dovere del voto.

In democrazia si ha il dovere, non l’obbligo, del voto quando nella scheda è possibile riconoscersi in almeno una delle proposte messe a votazione e non quando qualunque voto si esprima non solo si ha una negazione delle proprie attese ma addirittura un aggravio in quanto detta negazione viene artatamente accettata e condivisa. È come se ad un condannato a morte, che sa di essere innocente, tramite sedia elettrica, venisse concesso di esprimersi con un Si o un No per la proposta di esecuzione tramite iniezione letale. E’ chiaro che, mancando l’opzione, della liberazione o della commutazione in pena detentiva, al condannato non gli rimane che un “non voto” di dignità, di disapprovazione e di sdegno.

Gli indipendentisti hanno il dovere di votare solo quando nelle opzioni di voto è possibile scegliere uno spazio politico natzionale non collaborazionista libero da alleanze con simboli di partiti occupanti.

I partiti o le coalizioni natzionali , nelle tornate elettorali, hanno il dovere, dove riescono, di dare uno spazio politico dove far confluire i voti dei sardi che vogliono rendere evidente la loro contrarietà ai partiti occupanti.

Per cui, nel referendum del 22/03/2026, nessun dovere di voto hanno i sardi perché votando SI o NO accetterebbero come proprio l’apparato giudiziario dello stato che tiene in sudditanza il popolo sardo.

Solo non votando possono esprimere la non accettazione dell’apparato giudiziario coloniale che considera reato le azioni di chi intende liberarsi dal giogo italiano per dichiarare la propria indipendenza e costituire un proprio stato con proprio sistema giudiziario.

Ci mettiamo fuori dallo scontro in atto nell’ambito politico italiano in merito al si o al no alla separazione delle carriere. Ci mettiamo fuori dalle valutazioni che considerano il si di destra e il no di sinistra, per noi sardi sia il si che il no sono negatori di libertà e di autodeterminazione, non ci schiereremo in nessuna delle due trincee, non siamo in quella fase, entreremo in quella fase quando il nostro popolo sarà libero di avere una propria destra e una propria sinistra.  L’indipendenza è proprio questo, è libertà in tutti i sensi, è libertà di riconoscersi in una propria destra ed in una propria sinistra, di avere una propria democrazia e non di essere colonia di un’altra. Non voteremo Italia voteremo come sempre Sardegna, non sarà astensione generica dal voto, sarà un voto militante espresso fuori dalle urne.

– il non voto Italia militante e astensione dal voto non sono uguali ma sono entrambi un rifiuto del sistema occupante.

È chiaro che il non voto politico, consapevole, non si può sommare direttamente alle assenze dal voto e alle schede nulle, ma è comunque indiscutibile che il tutto fa parte di una evidente contestazione del quesito che il sistema ha messo a votazione e del sistema stesso. Il non voto politico è la punta avanzata natzionale di un non voto di fondo, non politico dichiarato ma politico intuito, frutto del disaggio sociale, economico e natzionale che la popolazione sarda ha subito nella storia e sta subendo nella contingenza.

– APPELLO, trasformiamo, il Referendum Giustizia in una DICHIARAZIONE DI NON RICONOSCIMENTO DELLA GIUSTIZIA ITALIANA e il non voto Italia sarà una espressa volontà di indipendenza.

Considerato che un referendum diretto che chiami i sardi ad esprimersi sull’indipendenza statuale della Sardegna non verrà mai concesso, bisogna essere strumentali e cogliere l’occasione per trasformare il referendum GIUSTIZIA 2026 in referendum per esprimere il rifiuto della giustizia italiana in quanto coloniale ed imposta dallo stato colonizzatore.

Cussitzu Natzionale

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