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GHIURNATE INERNAZIUNALE DE CORTI – INTERVENTU DE FRANZISKA FRIGAU – delegada de Sardigna Natzione Indipendentzia.
PRESENTADA DE SARDIGNA NATZIONE INDIPENDENTZIA A SA GHIURNATE INTERNAZIUNALE 2025
Onorata di essere qui come sarda, come indipendentista, come dirigente di Sardigna Natzione Indipendentzia, per portare un mio saluto personale e di tutta Sardigna Natzione Indipendentzia agli indipendentisti Corsi di Natzione e a tutte le delegazioni presenti.
Sono qui per rinnovare la ferma solidarietร di SNI ai prigionieri politici corsi, ai patrioti privati della libertร per il sentirsi corsi e non francesi e per avere rivendicato il diritto allโautodeterminazione del proprio popolo.
In merito al tema portante di queste giornate, il diritto allโautodeterminazione del popolo Kanaky, non ci sono ne se e ne ma, siamo da sempre schierati con gli indipendentisti Kanaky perchรฉ siano artefici del loro destino. Riteniamo lโimperialismo coloniale francese sul Kanaky una forma di dominazione assolutamente insostenibile ed ingiustificabile oltre che arretrata, perpetuata nel nome di improbabili grandeur, rimasugli di un vecchio colonialismo, incompatibile con lโappartenenza della Francia alla Comunitร Europea.
Ci sono regole di โMorale Civicaโ anche per gli stati, per dirla citando Lluis Llac presidente di ANC .
Dovrebbe essere la Comunitร Europea stessa a โcensurareโ lo stato francese per violazione dei principi e diritti sui quali la CE si fonda.
Le Ghiurnate sono un appuntamento storico, alle quali partecipiamo dagli anni 80, sono il piรน importante appuntamento per le nazioni senza stato.
Eโ qui che ogni delegazione porta e riceve contributi di cultura politica preziosi per rafforzare e consolidare la lotta di liberazione nazionale nella propria terra occupata e colonizzata.
Lโindipendentismo organizzato, in Sardegna e non solo, รจ oggi in un pericoloso stato di compressione, di marginalizzazione e di erosione.
Tematiche internazionali e ideologiche stanno schierando i sardi in trincee dove spesso si perde il proprio contesto di popolo oppresso e si lotta contro le ingiuste oppressioni di altri popoli.
Le guerre nel Donbass e in Palestina sono guerre imperialiste di espansione, per la terra, terra che noi Sardi abbiamo giร perso e che รจ giร occupata dai coloni italiani e governata dai loro kibbutz politici.
In quelle trincee contro gli imperialismi genocidi ci siamo anche noi, in prima linea, ma guardandole dal nostro contesto, dal contesto di un popolo anchโesso soggetto a genocidio, che anche se silente e senza bombe sta cancellando il popolo sardo.
Siamo in prima linea anche nelle trincee contro la speculazione energetica, contro la nuova servitรน che vuole la Sardegna come batteria energetica finalizzata unicamente al sistema Italia.
Siamo in prima linea contro lโoccupazione militare e in occasione delle ultime esercitazioni militari, di terra e di mare, un commando di nostri militanti, a bordo di due gommoni, si sono avvicinati alla portaerei italiana รจ ne hanno chiesto lโallontanamento immediato.
Ci siamo mossi subito contro il tentativo di importare La Mafia in Sardegna. l trasferimento di 92 detenuti in regime di 41 bis nelle carceri sarde รจ una chiara volontร di colonizzazione. Si viole italianizzare la Sardegna anche in ambito delinquenziale. La Mafia italiana รจ organica allo stato e di esso cura gli interessi.
Siamo in tutte le lotte contro le sudditanze e le servitรน che gravano sulla nostra terra.
Lโindipendentismo รจ presente in tutti gli ambiti di lotta ma รจ in sofferenza, รจ compresso e soggetto ad erosione di militanza da parte di vari comitati informi, ideologizzati e in qualche caso anche strumentalizzati. Comitati che nascono su un tema e poi si espandono su altri temi togliendoli dallโambito proprio della lotta di liberazione nazionale e consegnandoli agli ambiti della protesta โnormaleโ che pervade lโambito italiano.
Dinamiche che sono derivate da un rapporto di dominazione dello stato italiano sulla nazione sarda vengono presentate come rapporti discriminatori allโinterno di uno stesso ambito, quello italiano.
La consapevolezza di essere nazione e avere diritti in quanto popolo oppresso, che sembrava ormai un traguardo raggiunto grazie alla nostra azione continua, รจ oggi in serio pericolo.
Il popolo sardo rischia di essere cancellato, da un genocidio silente ma efficace che sta sostituendo la nostra lingua, la nostra storia, la nostra cultura politica con quelle dello stato dominatore, sta cancellando il nostro essere popolo.
Il nostro maggiore impegno, di indipendentisti sardi, sarร quello di fermare questo genocidio silente che il nostro popolo subisce passivamente pur essendo attivo in diverse trincee di lotta, giuste e condivisibili, ma distrattive dalla lotta di liberazione nazionale.
Dagli interventi delle delegazioni capiremo se questo genocidio silente e questa passivitร del popolo che lo subisce sia una situazione solo sarda o condivisa da altre nazioni senza stato.
Eโ importante saperlo perchรฉ nel caso sia una sofferenza condivisa crediamo che solo da questo confronto, delle Ghiurnate 2025, possano uscire proposte serie per salvare i nostri popoli.
Abbiamo il dovere di farlo, dobbiamo salvare i nostri popoli dal genocidio silente.
In Sardegna inoltre dobbiamo salvare la nostra terra dallโuso militare nelle guerre imperialiste e anche dal disastro economico incombente per la guerra dei dazi.
Nella guerra dei dazi la Sardegna potrebbe essere la prima a subire il disastro economico. Il fantasma del 1888 terrorizza i sardi. Allora furono i dazi francesi, imposti per rappresaglia ai dazi imposti dallโItalia in seguito alla sua adesione alla triplice alleanza contro la Francia, a fermare il fiorente traffico commerciale della Sardegna con la Francia e tutto il mediterraneo e a causarne il tracollo economico e la recessione.
Quel fantasma potrebbe materializzarsi nel 2025 a causa dei dazi imposti dagli Stati Uniti con i quali i rapporti commerciali non sono dissimili da quelli con la Francia nel 1888. Vanno agli Stati Uniti il 49% del nostro export agroalimentare e il 95,6% di quello dei prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio.
Il disastro รจ alle porte ma partigianerie internazionali, ideologismo, negazionismo, complottismo e populismo continuano a tenere il primo posto nellโagenda dei sardi.
In Sardegna le organizzazioni indipendentiste sono tante, possiamo essere determinanti, possiamo riprendere le redini della ribellione e ricondurla nellโambito della lotta indipendentista, come era fino al 2014.
Se non lo facciamo ai kibbutz politici italiani che governano la Sardegna si aggiungeranno i kibbutz della contestazione italiana e lโindipendentismo nelle lotte sarร una nota di colore aggiuntiva e marginale.
Siamo la generazione ribelle vivente e spetta a noi onorare la ribellione delle generazioni passate e dare un respiro di libertร e dignitร alle generazioni future.
Viva la lotta per lโautodeterminazione dei nostri popoli e di quelli di tutto il mondo.
Francesca Frigau
A Corti (Corsica), alle Giornate Internazionali di Corti (Corsica), promosse dall’organizzazione politica Nazione e con un’ampia rappresentanza di nazioni senza Stato, alcune delle quali ancora sotto il dominio coloniale francese. L’AMI era rappresentata dal suo presidente Salvador Coll, dalla segretaria Anna Torrentร e dalla tesoriera Ester Vallรจs e ha partecipato alla presentazione “L’assalto municipale nella lotta per l’indipendenza”, insieme agli indipendentisti sardi eletti, rappresentati dal presidente di Corona de Logu, Gabriele Littera e Maria Maddalena Agus.
Hanno partecipato delegazioni di colonie francesi come Guyana, Kanaky (Nuova Caledonia), Rรฉunion, Mayotte (Comore), Martinica o Guadalupa, tra le altre, nonchรฉ nazioni senza Stato del Mediterraneo: Catalogna, Sardegna o Corsica.
Coll ha spiegato cos’รจ l’AMI e qual รจ la sua forza all’interno del mondo indipendentista municipalista catalano, la sua fondazione e i momenti chiave della storia recente della Catalogna. “Uno dei nostri punti di forza รจ che nel movimento per l’indipendenza fanno parte persone diverse, con opinioni politiche diverse”, ha osservato, รจ โquesta diversitร ci rende piรน forti”.
Il presidente ha anche sottolineato la repressione. “Il popolo catalano, i nostri leader locali e molti rappresentanti eletti hanno subito repressione. Ci sono stati procedimenti giudiziari, persecuzioni politiche, incarcerazioni, esili, violenze da parte della polizia e multe”, ha sottolineato Coll, che ha aggiunto che “questa non รจ democrazia, questa รจ repressione costante”. “Lo Stato non agisce come una struttura neutrale”, ha continuato, perchรฉ “opera attraverso un sistema profondamente ideologico, con tribunali, media, polizia e poteri economici che vanno oltre il controllo dei governi eletti”. Lo Stato agisce anche con la repressione “contro i nostri simboli come la bandiera”, ma anche “con una manipolazione costante attraverso i media” e anche contro la nostra identitร , indebolendo e ostacolando la lingua catalana e attaccando e reprimendo lโistruzione in catalano.
Per il presidente dell’AMI, “leggi e negoziati non bastano, ciรฒ di cui abbiamo bisogno รจ una strategia nazionale, unitaria e definita, una strategia che vada oltre i partiti politici e metta il Paese al primo posto”. “I governi locali e la societร civile devono guidare questo percorso”, ha concluso.
Infine, ha fatto appello alla comunitร internazionale “che non puรฒ piรน continuare a chiudere un occhio, la questione catalana non รจ una questione interna, รจ una chiara e costante violazione dei diritti fondamentali all’interno di uno Stato europeo”.
Per lui “l’amnistia รจ stata una vittoria politica e civile, frutto della lotta collettiva, ma sia chiaro: il nostro obiettivo non รจ tornare indietro, il nostro obiettivo รจ procedere verso l’indipendenza”.
Sintesi politiche, parziale, de li Ghjurnate Intenaziunale di Corti.
Corsica
Nazione ha bocciato il proposto statuto di autonomia per la Corsica derivante dagli accordi di Beauvau. Secondo Nazione, questo testo ignora la lingua corsa, nega l’esistenza di un popolo corso e impedisce all’Assemblea Territoriale di approvare le proprie leggi. A partire da settembre, il movimento avvierร diverse azioni, tra cui una consultazione sulla creazione di un vero e proprio schieramento elettorale corso.
Un duro attacco verso coloro, riferendosi di sicuro a Core in Fronte, che pur dichiarandosi indipendentisti hanno firmato gli accordi di Beauvau, i quali non possono fare finta di niente, di non capire, perchรฉ le cose sono ormai chiare: โHanno firmato per niente e anche per meno di nienteโ. Niente dignitร dei corsi, niente lingua, nessuna autonomia. Quellโaccordo ha inciso e fermato nel freddo marmo della costituzione francese lo stallo del nostro futuro di sudditi per decenni.
Per Nazione รจ necessario abbandonare immediatamente quellโaccordo, rigettare la โtraiettoria disastrosaโ e andare verso altre prospettive di sovranitร del Popolo Corso anche con coloro che hanno firmato pensando che non ci fosse altra possibile scelta.
PetrโAntรฒ Tomasi, in merito alla questione corpo elettorale, ha ribadito che lโisola conta attualmente 300.000 abitanti ma potrebbe raggiungere i 500.000 entro il 2050 a causa delle migrazioni esterne; “i nostri figli saranno stranieri nella loro terra”, ha avvertito. Per affrontare questo problema, Nazione ha proposto, a partire da settembre, di fermare “l’emorragia territoriale” e di incoraggiare ogni comune ad adottare lo Statuto di Residente, come ad Alzi, dove il sindaco Simon Venturini ha approvato tale risoluzione che rimasta invariata nonostante i ricorsi alla prefettura.
Infine, Petr’Antรฒ Tomasi ha sostenuto la creazione di un corpo elettorale autenticamente corso: “Pensate che spetti ai 5.000 nuovi arrivati ogni anno decidere del nostro futuro?”. Ha invitato tutti i corsi a mobilitarsi, unirsi e lavorare insieme per difendere la loro lingua, la loro terra e il loro diritto a decidere del proprio destino.
Kanaki
Jean-Louis Nidoรฏshรซ, portavoce del FLNKS, ha fortemente criticato l’accordo di Bougival concluso con il governo francese, ritenendo che “apra la porta a una nuova politica di colonizzazione coloniale” e “miri a imprigionare ed eliminare il nostro popolo”. Il FLNKS ha giร annunciato una riunione del suo ufficio politico a Noumรฉa il 7 agosto per preparare “una nuova campagna di mobilitazione”: manifestazioni, petizioni e consultazioni con le organizzazioni internazionali.









