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APPROVATA LA “INSULARITA’ IN COSTITUZIONE” vale a dire la “INCAPACITA’ DEI SARDI IN COSTITUZIONE”

COMUNICATO STAMPA

PEGGIO DELLA FUSIONE PERFETTA DEL 1847, UMILIANTE E INUTILE

Si sunt bendende connotu e disconnotu

I novelli Siotto Pintor plaudono perché la Camera ha dato il voto definitivo 412 favorevoli su 413, per l’inserimento dell’insularità sarda in costituzione, modificando l’art. 119.

Stiamo rivivendo quanto già vissuto dai sardi nel 1847, un gruppo di sardi della borghesia notarile, con tanto di capello in mano, oggi come allora, hanno chiesto e ottenuto assistenza a chi è causa delle sofferenze che la Sardegna subisce.

Dalla fusione perfetta politica del 1847 si è arrivati alla richiesta di fusione territoriale espropriando i sardi del loro territorio nazionale per farne un’appendice insulare del territorio italiano con la speranza di ottenere elemosine per i poveri sardi che hanno avuto la sfortuna di nascere in un’isola e non nel magnifico e paradisiaco territorio continentale italiano.

Una umiliazione inutile voluta da coloro che, come Giovanni Siotto Pintor nel 1847 ( poi pentitosi), credono che i problemi della Sardegna siano derivati da uno stato di discriminazione dentro un contesto e non di dominazione di un contesto su di un altro, credono che ci sia un cleavage, scollamento, tra centro e periferia e che ciò sia dovuto all’insularità e non piuttosto ad un conflitto di interessi, incompatibili tra loro, che si scontrano in Sardegna.

L’essere isola non è di per se un impedimento, lo diventa quando si è in stato di dipendenza e l’insularità in costituzione non solo aggraverà la dipendenza ma svenderà il territorio nazionale del popolo sardo e cancellerà la Nazione Sarda, per nulla in cambio, rafforzando l’indivisibilità dell’Italia sancita dall’art. art. 5 della stessa costituzione che imprigiona la Sardegna avuta casualmente dai Savoia nel 1720 in cambio di servigi militari ai potenti di allora.

Perché questa nuova umiliazione al popolo sardo? Anche i novelli fusionisti in fascia tricolore sanno che non porterà a niente, sanno che l’Italia dalla Sardegna continuerà a prendere e non a dare. Sanno che l’Italia continuerà a prendere territorio per le servitù militari e di smaltimento, a rubarci le accise sugli idrocarburi e a chiederci gli accantonamenti per pagare la sanità delle altre regioni, sanno tutto questo ma il narcotico dell’assistenzialismo, secondo loro assistenzialismo dovuto, ha fatto effetto anche su di loro che lo hanno sparso per populismo politico.

Sardigna Natzione Indipendentzia ribadisce la su contrarietà, espressa da subito anche con un sit-in sotto il palazzo regionale e lastima i sardi per questo ulteriore umiliazione che li considera incapaci di bastare a se stessi, come se la condizione di sofferenza della Sardegna sia dovuta ad una punizione del creatore e non ad una condizione imposta dal dominatore, lo stato italiano.

SARDIGNA 28/07/2022 CUSSITZU NATZIONALE DE SNI

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