In Corsica bi est su periculu chi a pagos annos a como so corsicanos sint minorantzia in terra issoro cunfronta a sos frantzesos chi si bi trasferint sos cle sunt 5.000 cada annu e già como sono meda e in 4 o 5 annos sunt majoria.
Nazione, partidu indipendentista corsicanu dennuntziat custun periculu in una cunferentzia stampa in sa cale narat craru chi no est una chistione de destro o de manca e mancu indipendentista ma de totu su populu corsicanu.
TESTU DE SU DOCUMENTU
Quest’estate, durante la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione, Nazione ha delineato le linee guida generali della sua azione politica per le prossime settimane.
Sono stati affermati tre temi principali:
•!• L’opposizione alla proposta di Statuto di Beauvau;
•!• La lotta contro l’espropriazione delle terre;
•!• La definizione di un elettorato corso legittimo.
L’obiettivo di questa conferenza stampa è quello di attuare concretamente queste tre linee guida, strettamente collegate tra loro.
La questione dell’espropriazione delle terre e dell’elettorato affrontano un problema comune: quello di un popolo corso sempre più minoranza nella propria terra. Gli effetti combinati della speculazione immobiliare e della colonizzazione hanno portato a privare i corsi dei loro diritti più elementari nel loro paese: vivere dignitosamente e poter decidere liberamente del proprio futuro.
► Sull’accesso alla terra:
Il dibattito organizzato durante il Ghjurnate, a cui hanno partecipato rappresentanti di tutte le correnti politiche, ha evidenziato il senso condiviso di espropriazione e l’urgente necessità di un’azione politica. Che siano di destra, di sinistra, pro-autonomia o pro-indipendenza, nessun corso può accettare che i propri figli saranno stranieri nel proprio paese un giorno.
Diverse proposte, a vari livelli, sono state avanzate in questo dibattito. Meritano di essere condivise e sostenute. Non appena indicano la giusta direzione, ci impegniamo a sostenerle, anche coloro che non provengono dalle nostre fila, perché è nel migliore interesse del nostro popolo.
Da parte nostra, abbiamo proposto l’idea di attuare senza ulteriori indugi lo status di residente nei nostri comuni, come fanno da diversi anni il comune di Alzi e il suo sindaco, Simon Venturini, attivista di Nazione. Questo status di residente, mai contestato legalmente, ha già permesso di bloccare l’acquisizione di immobili da parte di cittadini non corsi. Questo approccio deve ora essere ampliato.
Invitiamo pertanto tutti i sindaci che condividono queste preoccupazioni a replicare l’esempio di Alzi e a proporre ai propri consigli comunali di deliberare negli stessi termini. Vale a dire, a decidere di “applicare immediatamente” lo status di residente adottato dall’Assemblea della Corsica dieci anni fa e a “mettere in atto tutti i mezzi a loro disposizione per opporsi, nella misura più ampia possibile, all’acquisizione o alla costruzione di immobili sul territorio del comune da parte di persone” che non soddisfano lo status di residente.
Da parte nostra, stiamo mettendo a disposizione dei sindaci interessati tutti gli elementi tecnici, con l’obiettivo di raggiungere una mobilitazione generale, che trascenda le appartenenze politiche.
► Sulla questione dell’elettorato:
Le ultime elezioni legislative hanno permesso a tutti di vedere come gli effetti della colonizzazione abbiano pesato sulla composizione dell’elettorato e, quindi, sulle scelte che incidono direttamente sul futuro della Corsica. Questo episodio ha avuto almeno il merito di riportare al centro del dibattito la questione della definizione di un elettorato corso legittimo. Sebbene Nazione si sia pronunciata numerose volte sull’argomento nell’ultimo anno, è deplorevole che la questione sia altrimenti scomparsa dal radar politico. Tuttavia, questa domanda è tanto più urgente in quanto tra pochi mesi si terranno le elezioni comunali e, forse, un referendum sullo status della Corsica.
►Pertanto, ci poniamo queste poche e semplici domande:
Durante queste elezioni, chi ha la legittimità di decidere il futuro della Corsica? Accettiamo che, nel prossimo futuro, seguendo una logica comunitaria, i primi consigli comunali e sindaci del periodo coloniale vengano eletti a scapito dei Corsi? Accettiamo che sulla questione dello status della Corsica, l’opinione dei 5.000 nuovi arrivati che ogni anno si stabiliscono in Corsica prevalga su quella dei Corsi?